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Le mura di Firenze: dall’erezione all’abbattimento

Cerchia Romana Mura di Firenze

Firenze è indubbiamente una delle città d’arte maggiormente visitate al mondo con una molteplicità di monumenti e musei che hanno una particolarità che a molti sfugge: la presenza di resti delle antiche cinta murarie della città. In molti casi, è presente l’indicazione che mette in mostra i resti di queste mura mentre in altri casi è il nome della strada che permette di capire che in quel posto erano presenti delle mura. Scopriamo insieme qual è stata l’evoluzione della cinta muraria di Firenze nel corso dei secoli.

Alcune informazioni preliminari

Come qualsiasi altra cinta muraria, anche le antiche mura di Firenze avevano il compito di proteggere la città da eventuali assalitori. In alcuni casi le stesse arrivavano fino ad un’altezza di 10 metri e presentavano delle torri di guardia e avvistamento orientativamente ogni 100 metri.

Al momento esiste ancora una profonda discordanza tra gli storici in merito a quale sia stata l’evoluzione delle cinta murarie e quante volte siano state costruite ma è certo che almeno in quattro circostanze c’è stato un rifacimento delle mura con un ampliamento direttamente proporzionale alla crescita urbana della città di Firenze. Per essere più precisi, possiamo affermare che nel corso degli anni sono stati effettuate almeno 4 costruzioni di questa cinta che poi si possono ampliare a 6 se si considerano anche le mura costruite in epoca bizantina e nel corso del Cinquecento. Al momento parte dell’antica cinta muraria è ancora presente sotto forma delle porte della città.

La Cerchia Romana

Cerchia Romana Mura di Firenze

La prima cerchia muraria è stata costruita negli anni compresi tra il 15 e il 30 a.C. che proteggeva la città per una lunghezza circa a 1800 metri e una superficie di poco superiore ai 20 ettari. Intorno alle mura era poi presente un fossato alimentato dalle acque del torrente Mugnone e il tracciato non proteggeva l’intera città ma lasciava fuori la parte corrispondente all’antico ponte sull’Arno e le zone corrispondenti all’attuale Santa Trinità, Santa Croce e tutto l’Oltrarno. L’antica cinta muraria fu quasi completamente persa durante l’epoca imperiale romana e una delle ultime testimonianze è quella che si può oggi ritrovare nell’attuale via del Proconsolo.

Le successive evoluzioni delle cinta murarie

Subito dopo l’epoca romana fu effettuato un rimpicciolimento della cinta a cavallo precisamente dell’epoca bizantina; l’unica testimonianza che potrebbe eventualmente avallare la presenza di una seconda cinta muraria è rappresentata dalla Torre della Pagliazza che dovrebbe essere uno degli antichi posti di osservazione.
Una nuova opera di fortificazione delle mura fu quella eseguita qualche anno prima dell’Ottocento per difendere la città dalle incursioni dei barbari, in particolar modo di Normanni e Ungari, e comprendeva la zona che costeggiava l’Arno e comprendeva quattro porte di accesso.
Una delle maggiori crescite della cinta muraria fu quella effettuata in corrispondenza dell’incremento demografico della città che pochi anni prima del 1100 conteggiava oltre 15000 abitanti. L’aumento demografico e di riflesso quello dell’area urbana comportò anche una modifica sostanziale al tracciato delle mura, dovuto anche alla diatriba in corso in quegli anni tra il papato e l’impero: in memoria di Matilde di Canossa furono appunto chiamate Mura Matildine. La forma del tracciato murario assunse quello di un rettangolo irregolare nel quale erano presenti un maggior numero di torri e di accesso alle mura.
Un ulteriore incremento demografico avvenne durante l’età comunale quando Firenze raggiunse i 40000 abitanti e fu costruita una nuova cinta muraria che incorporava anche zone fino a quel momento escluse, come ad esempio quelle che costeggiavano il fiume Arno.

Tra la fine del 1200 e l’inizio del 1300, Arnolfo di Cambio e numerosi altri architetti diedero vita ad una ulteriore cinta muraria che, oltre a presentare un maggior numero di porte e torri, si caratterizzava anche per la presenza di una merlatura che garantiva maggiore protezione e di stemmi e decorazioni. Ancora oggi è possibile rilevare la presenza delle antiche porte di questa cinta muraria. Ulteriore fortificazione fu effettuata poi nel periodo del Granducato di Toscana.
Come abbiamo accennato in precedenza le porte della città di Firenze rappresentano oggi uno degli esempi delle antiche cinte murarie. Ricordiamo Porta a Prato, costruita nel 1285 in concomitanza con la sesta cinta, Porta alla Croce dove fu decapitato San Miniato, Porta San Niccolò, Porta San Giorgio e Porta Romana solo per citarne alcune.

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