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La storia di Firenze, fra leggenda e realtà

Firenze: miti, misteri, leggende e … il resto è realtà!
Se non avete mai visitato Firenze è arrivata l’ora di andare, ma anche se l’avete visitata vi racconterò come rivederla con occhi diversi. Questo sarà solo il primo di un serie di articoli che andranno a toccare i miti e le leggende della città

Santa Maria Novella e quegli strani amenicoli sulla facciata

Quando si arriva a Firenze la prima cosa che viene spontanea è quella di andare a vedere Santa Maria Novella, non fosse altro per la sua particolarità nei giochi dei marmi della facciata, che si alternano quasi fosse una scacchiera.
La realtà ci porta a guardare questa meraviglia come una delle più quotate opere dell’epoca rinascimentale fiorentina, ma pochi notato la particolarità sulla facciata, se guardate con più attenzione, vedrete che sul fronte della chiesa, trovano posto una meridiana (a sinistra del portone principale) e una sfera armillare o meglio una piccola riproduzione del nostro sistema solare (a destra dell’ingresso), pensate che da questi due oggetti, nel 1582 si ottenne l’introduzione del calendario gregoriano, quello che usiamo tutti i giorni dell’anno.

Il Duomo di Firenze e la Porta di Balla

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Questa leggenda è arrivata a noi direttamente dal passato, attraverso quanto fu scolpito nella porta del Duomo.
Siamo nel XV secolo, un poverino di nome Anselmo dorme accucciato ai piedi della grande porta di Balla detta anche dei Cornacchini.
Durante la notte Anselmo fu aggredito da un incubo nel quale un leone lo sbranava. Quello stesso leone che era scolpito sulla porta ai piedi della quale lui dormiva. Al mattino per vincere questa irrefrenabile paura, mise con vigore una mano nella bocca del leone. Morì all’istante per colpa, sembra, di uno scorpione che alloggiava nelle fauci leonine.

La leggenda delle finestre: quella sempre aperta e quella sempre chiusa

Questa passeggiata è d’obbligo se non altro per rendervi conto che la leggenda è comunque ben rappresentata dalle due finestre che ancora oggi sono una sempre chiusa e l’altra sempre aperta.
Per la finestra sempre aperta le versioni della leggenda sono due;
la prima vuole che sia aperta perché una moglie, innamoratissima del marito partito in guerra e mai più tornato, continuò ad attenderlo con la finestra aperta. Alla sua morte, chi tentò di chiudere la finestra si trovo con il palazzo che iniziò a tremare, quindi il popolo decise di tenerla perennemente aperta.
La seconda versione vuole che dalla finestra si affacciava l’amante di Ferdinando I, la cui statua, posizionata nella piazza sottostante, guardava proprio in quella direzione. Meno romantica e con un piccolo accenno all’adulterio questa storia piace meno della prima.
Comunque, la statua di Ferdinando I è oggetto di un’altra leggenda tipicamente fiorentina. Alla sua base sono state inserite in perfetti cerchi concentrici, le api di uno sciame. Carino direte voi. Provate a contarle senza toccarle, non ci riuscirete mai. Se mai qualcuno riuscisse nell’impresa la dea fortuna lo investirà in pieno.
La finestra sempre chiusa invece è caratterizzata da una leggenda in puro stile politico. La finestra infatti fu fatta murare da Cosimo dé Medici dopo che aveva scoperto che proprio da li, lo avrebbero dovuto uccidere per ordine di Pandolfo de Pucci, al quale Cosimo aveva fatto decapitare il nipote.

Quella ragazza di Via della Mosca

Più che una leggenda sembra una favola, di quelle che si raccontano la sera alle bambine.
C’era una volta una bellissima ragazza, ma proprio tanto bella, viveva in via della Mosca, insieme alla sua domestica che però si rivelò presto una strega. La strega a sua volta aveva una figlia anche lei bella ma tanto cattiva.
Un cavaliere di passaggio si innamorò perdutamente della ragazza buona e con lei provò a vivere una meravigliosa storia d’amore fino a quando la ragazza cattiva, per invidia, con una spazzola magica trasformò la bella fanciulla in una mosca.
Ma non seguì alla lettera le istruzioni del maleficio e invece di una mosca la fanciulla divenne uno splendido moscone dorato in grado di parlare.
Ovviamente raccontò tutto al principe che incatenò strega e figlia cattiva obbligandole a rivelare l’antidoto al maleficio.
La bella ritornò ad essere umana e sposò il suo principe con il quale visse felice e contenta mentre le due streghette furono trasformate in mosche.
Attenzione, si dice che ronzino ancora in quella strada, quindi orecchie aperte!

Michelangelo il volto nella roccia

Ancora due splendide leggende vengono tramandate in quel di Firenze, si tratta di un volto delineato sulle mura di Palazzo Vecchio, per la sua realizzazione le versioni sono due.
Una racconta che Michelangelo annoiato dai discorsi di un tizio che cercava di intrattenerlo, con le mani dietro la schiena, scolpì il volto.
L’altra racconta che l’artista, impressionato dal volto di un condannato a morte che nel mentre passava, decise di imprimerlo nella roccia.

Il balcone al contrario

Su questa storia reale, possiamo farci davvero delle gran risate.
Andate in Via Borgo Ognissanti e quando vedete il numero 12 fermatevi e alzate lo sguardo. E’ al contrario! Si, il balcone è stato issato al contrario.
Perché? Per una ripicca di Messer Baldovinetti che per la troppa insistenza nel voler fare un’opera di balconata sontuosa sulla sua casa, ricevette da Alessandro de’ Medici sfinito per l’insistenza, l’autorizzazione che recitava “si ammeta ma al contrario”. Alessandro pensava di scoraggiarlo …

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