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Storia della Biblioteca Nazionale di Firenze

BIBLIOTECA NAZIONALE CENTRALE DI FIRENZE: UN GEMMA PREZIOSA INCASTONATA PERFETTAMENTE NEL GIOIELLO RAPPRESENTATO DALLA CITTA’

Nomini Firenze e torna alla mente il famoso detto che la identifica come un museo a cielo aperto. E, in effetti, in questa meravigliosa città tutto parla di storia, cultura, arte e architettura, come se il primato intellettuale che raggiunse durante il Rinascimento continuasse a pervaderla sotto ogni punto di vista intellettuale e quotidiano. Questo perché Firenze ha la fortuna di non essere solo un insieme di famosi musei, ma è anche e soprattutto portatrice di un messaggio culturale che pervade le sue strade e molti suoi edifici, oltre che istituzioni.
Ad esempio, se si passeggia lungo la strada che costeggia il fiume Arno oltre il Ponte alle Grazie, dopo aver fatto una visita agli Uffizi o ai tanti monumenti del centro storico, ci si imbatterà dopo breve in una piccola piazzetta che accoglie un monumentale edificio che fa parte dell’area monumentale del Complesso di Santa Croce, ma che rappresenta soprattutto uno dei rari e meglio riusciti esempi di edilizia bibliotecaria del mondo intero. Stiamo parlando della meravigliosa Biblioteca Nazionale di Firenze, sede di un patrimonio culturale e artistico inestimabile, ma anche moderna fucina di menti assetate di conoscenza, che siano studiosi rinomati o semplici studenti universitari.
Insieme alla Biblioteca Nazionale di Roma, quella di Firenze custodisce il patrimonio librario italiano grazie ai suoi 143 km lineari di depositi librari – volumi a stampa, periodici, incunaboli, manoscritti… -, senza prendere in considerazione le risorse digitali.

BREVE CENNO STORICO SULLA BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE

Il primo nucleo della Biblioteca Nazionale fu costituito grazie al lascito del letterato fiorentino Antonio Magliabechi nel 1714, mentre nel 1771 il Granduca Pietro Leopoldo I di Toscana unì a questa prima raccolta il patrimonio librario mediceo e lorenese che costituiva la Biblioteca Palatina Medicea-Lotaringia. Da allora in poi, negli anni, continui lasciti e donazioni andarono ad arricchire il patrimonio artistico e culturale di questo primo nucleo che assumerà il suo definitivo nome di Biblioteca Centrale di Firenze solo nel 1861, quando l’allora ministro dell’istruzione Francesco de Sanctis stabilì con un decreto regio l’unificazione della Biblioteca Magliabechiana con la Biblioteca Palatina di Ferdinando III di Lorena e di Leopoldo II.
In origine la biblioteca aveva sede in alcuni locali degli Uffizi, ma quando Firenze divenne capitale d’Italia si valutò un suo più appropriato ricollocamento e, dopo vari progetti e ipotesi, nei primi anni del ‘900 le fu costruita una sede propria nell’area compresa tra la Chiesa di Santa Croce e il fiume Arno, dove un tempo si trovava la caserma dei Cavalleggeri da cui prende il nome la piazzetta antistante l’ingresso della biblioteca.
Costruirla in questo esatto punto, tra la bellezza della Chiesa di Santa Croce e il panorama mozzafiato che si ammira affacciandosi sull’Arno e scrutando le colline del Belvedere antistante, si è rivelato quasi fatale per la Biblioteca Nazionale quando, nel 1966, la terribile alluvione che colpì Firenze fece esondare il fiume che allagò completamente i suoi interni fino all’altezza di sei metri e arrecando danni irreparabili agli arredi, ma soprattutto a innumerevoli raccolte conservate nei depositi sotterranei e nei primi piani della biblioteca. Solo grazie all’aiuto dei tanti volontari – i famosi Angeli del Fango – accorsi da ogni parte del mondo per aiutare a salvare il salvabile, la Biblioteca Nazionale riuscì a recuperare molti libri e opere d’arte danneggiati e, in seguito, restaurati, ma sono tante le raccolte che purtroppo sono state perse definitivamente.

LA BIBLIOTECA NAZIONALE DI FIRENZE OGGI: LUOGO DI CULTURA E DI CONOSCENZA

Ancora oggi varcare il portone della Biblioteca Nazionale significa entrare in un complesso paragonabile ad una banca per il valore inestimabile di alcune sue opere, ma anche entrare a contatto e toccare con mano un patrimonio culturale che può solo arricchire ulteriormente le menti di coloro che frequentano le sue stanze.
La grande sala di distribuzione centrale si dirama lateralmente e verticalmente verso tutte le altre sale di lettura, di consultazione, dei cataloghi e dei manoscritti offrendo agli ospiti della Biblioteca di accedere a stanze imponenti o più raccolte, ma tutte architettonicamente studiate in ogni minimo dettaglio e arredate con cura per permettere una consultazione concentrata e accurata. La grande sala di lettura al piano terra, ad esempio, accoglie lunghe file di tavoli da lettura spaziosi e accuratamente illuminati: nonostante le frenetiche attività di studio e lettura dei frequentatori di ogni età, qui, come nelle altre sale di lettura e consultazione, regna un silenzio doveroso e rispettoso del proprio studio ma anche del luogo importante in cui ci si trova.

Filippo Calabrese
Filippo Calabrese
Poeta, musicista, sportivo, appassionato d'arte, sommelier e buongustaio... non sono niente di tutto ciò. Tranne l'ultima :)

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